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dante seconda
Secondo rinnovo di collaborazione con Dante!
A differenza della prima volta però, questa volta il pacco è stato misto, diverse tipologie oltre ai classici oliva ed extravergine, anche se,  nuovi anche loro in quanto appartenenti alla categoria ConDisano, carinissimo gioco di parole per unire il concetto di condire all’aggiunta di vitamina D che dato il clima impietoso e totalmente assente di sole, si rivelano più utili che mai!
In aggiunta gli oli di semi: arachidi, mais e girasole ottimi per friggere ma ottimi anche per alleggerire dai grassi animali i dolci, sostituendoli al burro.
Ultimo Oliata, un olio che non conoscevo e non ho mai visto, specificatamente studiato per le fritture, non invasivo, che non altera il sapore ma lo esalta con qualunque tipo di alimento.

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S.Martino

Se Mary Poppins avesse avuto una scatola, invece di una borsa, sarebbe sicuramente stata così.
Inaspettato l’arrivo del pacco dell’azienda S.Martino, stupefacente l’assortimento che hanno sapientemente incastrato, modello tetris, nella scatola. Nonostante tutto, rappresenta solo una piccola parte della vastissima gamma di prodotti che hanno alcuni dei quali, assolutamente mai visti. Conoscevo la ditta per i preparati per le torte, avevo avuto modo di apprezzare la nutrita gamma dei preparati “particolari” senza zucchero o senza latte, sapevo che avevano in repertorio lieviti, zuccheri e aromi vari ma non conoscevo la parte per così dire salata, legata alla produzione dei dadi.
Complice un pomeriggio piovoso, non ci siamo fatti scappare l’occasione di provare subito le due vaianti di cioccolata, con e senza zucchero.
Sebbene non differiscano di molto a livello di calorie,  sono entrambi prodotti validi, quella zuccherata risulta solo leggermente più densa rispetto all’altra, volendo, basta diminuire un po’ la dose la di latte e il gioco è fatto.
Del resto la cioccolata calda è una coccola sempre validissima, da soli o in compagnia dove diventa d’obbligo dividersi in due, tre buste!
E in questa scatola, di coccole da condividere, ce n’è in abbondanza e per tutti i gusti!

Loison2

 

In questo periodo il citofono suona spessissimo.
Tra chi passa a fare gli auguri, chi cerca di vendere qualcosa all’ultimo momento e chi consegna pacchi e pacchetti, il campanello lavora a pieno ritmo.
Quindi, alla ormai consolidata risposta “corriere!!!” non mi sono stupita più di tanto finchè non l’ho visto avvicinarsi con un grosso pacco, sul cui fianco spiccava la scritta Loison.
Del tutto inaspettato infatti è giunto il “regalo di Natale” di casa Loison, che, dopo i panettoni a luglio, apprezzatissimi e trasformati in gelato, ha deciso di omaggirci anche nel periodo convenzionale!
“Ma questa ditta cosa produce?!” perchè ormai, con due o tre corrieri c’è una certa confidenza
“Panettoni Fabio, panettoni da urlo!”
“Ma quelli con i canditi? non mi fanno impazzire i canditi”
“Eh questi invece ti piacerebbero perchè non hanno i classici canditi, per cui tra l’altro, nemmeno io impazzisco, ma li fanno al mandarino, ai fichi, alle ciliegie, sono una cosa spettacolare.”
Mi ha guardato fisso un secondo.
No Fabio, non te li regalo!!! Però la prossima volta che passi te ne incarto un fettone da portar via!
Il mio corriere non credo sia rimasto molto soddisfatto.. io al contrario sono stata felicissima di accogliere in casa i quattro nuovi arrivati!

Lo ammetto.
Il primo pensiero vedendo un barattolo da 500 gr di pepe verde in salamoia è stato “santo cielo, cosa potrò mai fare con tutto questo pepe verde?!”
Filetto. Si ok ma con tutto questo pepe verde, sai quanto filetto si può fare??? Tanto, tantissimo, troppo per pensare di fare solo quello. Andrò alla ricerca di altro.
Poi dalla scatola salta fuori un enorme pacco, enorme rispetto bustine che si vedono abitualmente nei supermercati, di nero di seppia e anche qui, bella sfida!
Mentre prendo la confezione di uvette mi rendo conto che sono delle idee originali per un cesto natalizio, per intesire qualcosa di sicuro effetto, e diverso dal solito perchè confezioni di queste dimensioni, normalmente non se ne trovano.
Il dubbio però, riguardo al apepe verde era sulla durata. Obbiettivamente, a meno di non cucinare per un ricevimento, è una quantità enorme da utilizzare in poco tempo, e se travasato dal barattolo di latta in uno di vetro, dura una 20ina di giorni. Troppo pochi.
Ma in soccorso mi è venuto il gentilissimo Davide del servizio clienti che  ha dato corso alla mia domanda e mi ha riferito la risposta del responsabile qualità del Tec-Al confermandomi che avrei potuto surgelare il pepe! Così, armata di vaschette per il ghiaccio ho scolato per bene il pepe e l’ho diviso in piccole quantità, l’equivalente di un paio di cucchiaini.
Perfetto! Così ogni volta, in base alle necessità, basterà prelevarne uno o più cubetti.
Sarà utile anche se ho scoperto che il loro pepe verde ha un aroma decisamente più rotondo e delicato di quello che avevo comprato una volta e che di conseguenza è più versatile perchè lega con un sacco di altre preparazioni, il pesce ad es.
Anche l’uvetta è particolare! Lavorata nei loro stabilimenti infatti risulta speziata! Si nota appena si apre la confezione ma si nota poi anche mangiandola, rispetto alla classica uvetta è ricca di profumi di spezie il che le da una marcia!
Infine il nero di seppia, una scoperta per me che non l’avevo mai cucinato! Praticissimo perchè sempre disponibile, non macchia e non necessita dei guanti quando lo si utilizza ed è perfetto da aggiungere anche alla farina per fare direttamente la pasta, essendo asciutto infatti, non cambia le consistenze ma dona tutto il suo splendido aroma oltre al total black look ovviamente!
Direi che il loro obbiettivo “Legare l’immagine Tec-Al a standard qualitativi elevati” è stato più che raggiunto!


Di tutti i prodotti gastronomici che si preparano con il maiale, la mortadella è sicuramente la nostra preferita.
Non disdegnamo certo prosciutto, salame e pancetta, ma la mortadella occupa un posto speciale nel nostro stomac.. cuore.
Quindi è ben comprensibile come, alla vista di 6kg di mortadella, la lacrimuccia di commozione, fosse dietro l’angolo.
Mai avuti 6kg di mortadella tutti assieme nel frigorifero.
E dopo averne assaggiato un pezzo, abbiamo capito che non rimarranno 6 molto a lungo.
“Come mai non l’hai mai comprata?”
Domanda fatidica.
Vero, non ho mai comprato la mortadella confezionata così, e si che al supermercato la vedo.
Cerco di fare mente locale e scavando nei meandri dei ricordi ne estrapolo un “una volta, molti anni fa, ne comprammo una, ma non era buona, non assomigliava affatto alla mortadella del banco”
Ci guardiamo un attimo perplessi.. perchè questa invece non solo “somiglia” alla mortadella del banco, ma è proprio buona. La conclusione è che o hanno cambiato metodo per fare queste mortadelline, o ai tempi, imbroccai la marca sbagliata.
Ed è evidente che è un attimo a perdere la fiducia nel prodotto, visto che mai più è stato ripetuto l’esperimento.
Fino ad oggi, quando la mortadella Felsineo è comparsa direttamente nel nostro frigorifero. E menomale, aggiungerei. Perchè l’innegabile comodità di avere un pezzo di mortadella che si conserva perfettamente perchè sottovuoto, confezionata in pezzi da 500gr o 350gr (i secondi li ho visti poi al supermercato) è innnegabile. La mortadella da banco dura pochi giorni poi comincia a ingrigire e infine anche quella specie di bavetta. E non è che “banco” sia, per forza, sinonimo di freschezza perchè la mortadella sta lì giorni, a volte settimane e resta sempre rosa solo perchè viene tolta la prima fettina, così sembra sempre fresca. Ma, a meno che non la si compri appena iniziata, è un salume che sta lì, nel banco, sotto le luci, aperto e pasticciato per giorni interi. Quindi portarlo a casa e conservarlo qualche giorno non sempre si è rivelata una scelta vincente mentre a volte invece servirebbe proprio poterla conservare per i momenti di necessità.
Perchè noi saremo dei veri fan, ma niente ti salva la cena come una fetta spessa di mortadella passata sulla griglia!

Aprendo la busta, che già sapevo provenire dalla ditta Ariosto  per via del timbro, sono rimasta ugualmente sorpresa. Non tanto per il prodotto, che già conosco, ma perchè di colpo, mi è tornato alla mente un ricordo di più di 20 anni fa quando, bambina, in coda con la nonna al banco del macellaio-pollivendolo, davanti ai miei occhi c’era una batteria di queste bustine “monoporzione” che venivano appunto vendute “al bisogno”. Da allora ho scoperto, sbirciando sul sito, che oltre allo storico insaporitore per la carne ne sono stati creati molti altri, per pesce, patate sughi… Mi viene il dubbio che esistessero già allora, ma solo lo scaltro pollivendolo avesse l’accortezza di metterli in bella vista sul bancone!
Poco male, li proveremo tutti adesso!

3.8
Quasi 4 insomma.
Hanno un bel dire “apri la confezione con tutta calma scoprendone il contenuto” uno legge 4 kg, sa che sono di Loacker e pensa solo a tuffarcisi nella scatola! Nanetti, fateci spazio!
Nuovo capito dei progetti in collaborazione con Trnd questa volta è Loacker la protagonista!
Aprire la scatola e trovarci allineati un mezzo scaffale di Loacker è, in questa grigia giornata, un po’ commovente.
Perchè il cioccolato conforta, le sorprese mettono di buon umore e se la sorpresa la si può mangiare, bhè, commuoversi è il minimo.
Partecipare ai progetti è divertente certo non è difficile farsi aprire la porta se ci si presenta in questa compagnia!
Il ricordo dei nanetti è ormai storico anche se i prodotti si sono evoluti aggiungendo ai gusti e ai formati classici, altri come quello al cocco.
Uno dei grandi pregi che hanno sempre avuto i Loacker, oltre al gusto, era che si scioglievano. Sembra paradossale, ma mia mamma mi spiegava già da bambina che era sinonimo di un prodotto “buono”, di qualità e poi ricordo vagamente che parlava di qualcosa di idro non si sa cosa.. Poi crescendo il “non si sa cosa” è diventata una parola da conoscere e da evitare, così come la Loacker evita i grassi idrogenati.
I formati presenti nella scatola poi sono quelli perfetti per essere trasportati, ideali per uno spuntino golosissimo e croccante anche fuori casa.

A volte un’idea semplice risulta geniale.
Questo devono aver pensato i creatori di Vinchef quando si sono resi conto che se in natura “nulla si crea e nulla si distrugge” loro avevano trasformato vino e spezie, in qualcosa di più.
L’utilizzo del vino in cucina è ormai una pratica consolidata, dona aroma, gusto, carattere.
Vinchef, fa un passo oltre e a tutto questo aggiunge le note profumate delle erbe, tutto in un’unico semplice gesto.

L’innovativa ricetta contiene infatti oltre al vino un mix di ben 6 tra spezie e aromi (rosmarino, timo, origano, coriandolo, alloro e aglio) perfettamente bilanciate in mdo che nessun gusto domini, ma tutti collaborino a creare un aroma perfettamente bilanciato.
Questo, assieme al comodissimo tappo che ne regola l’uscita, contribuisce a creare un prodotto praticissimo e versatile!

Torna l’autunno e torna la collaborazione con IN.AL.PI!
Nuovo capitolo e nuove ricette, non solo mie, ma anche di IN.AL.PI che ha ulteriormente migliorato la ricetta delle sue fantastiche fettine! 😀

 

3° rinnovo della collaborazione con Silikomart!
Questa volta i protagonisti sono il nuovissimo Kit tappetino per i  Whoopies + 24 sac à poches usa e getta, e un barattolo di decori misti a tema animale!